Analisi delle acque glossario

Glossario analisi delle acque

 

Nell’elenco di seguito ACDA riporta i parametri più significativi rilevati nei controlli sulla qualità dell’acqua erogata.
PARAMETRI MICROBIOLOGICI

BATTERI COLIFOMI
I batteri coliformi sono microrganismi usati come indicatori di contaminazione nell’acqua potabile. La loro presenza segnala un potenziale inquinamento e indica che il sistema di disinfezione potrebbe essere inadeguato.
Il limite previsto dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: 0 UFC (Unità Formanti Colonia)/100 ml

CLOSTRIDIUM PERFRINGENS, spore comprese
Il Clostridium perfringens (comprese le sue spore) è un batterio utilizzato come indicatore microbiologico secondario. La presenza di spore indica una potenziale contaminazione fecale pregressa.
Limite previsto dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: 0 UFC (Unità Formanti Colonia)/100 ml

ENTEROCOCCHI INTESTINALI
Questi batteri, se presenti nelle acque analizzate, indicano la presenza di un recente inquinamento fecale. Sopravvivono nell’acqua più a lungo di E. coli.
Limite previsto dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: 0 UFC (Unità Formanti Colonia)/100 ml

ESCHERICHIA COLI
È un microrganismo, tra i coliformi, utilizzato come indicatore specifico d’inquinamento fecale, in quanto presente in grande quantità nelle feci degli organismi a sangue caldo e incapace di moltiplicarsi negli ambienti acquatici. La eventuale presenza nell’acqua indica recente contaminazione.
Limite previsto dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: 0 UFC (Unità Formanti Colonia)/100 ml

PARAMETRI CHIMICO-FISICI

AMMONIO (NH4+) e NITRITO (NO2– )
L’ammonio deriva delle deiezioni umane, animali e dall’utilizzo di fertilizzanti agricoli; il nitrito è forma instabile di ossidazione di derivazione dal ciclo dell’azoto delle piante.
La presenza di questi ioni ammoniacali indica presenza di decomposizione del materiale proteico degli organismi viventi.
Limiti previsti dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: Ammonio: valore massimo di 0,50 milligrammi/litro; Nitrito: 0,50 milligrammi/litro.

CALCIO (Ca)
È il minerale più diffuso nell’organismo ed è un elemento indispensabile alla vita. Deriva dal discioglimento dei minerali nell’acqua. In piccole concentrazioni previene la corrosione di tubazioni metalliche e non è motivo di contrindicazione nelle malattie cardiovascolari. Contribuisce in maniera rilevante alla durezza totale dell’acqua.
Il D. Lgs. 18/2023 e s.m.i. non prevede l’analisi di questo parametro.

CONCENTRAZIONE DEGLI IONI IDROGENO (pH)
È la misura della quantità di ioni idrogeno (H) presenti nell’acqua. Valori inferiori a 6 indicano che l’acqua è acida, debolmente corrosiva; superiori a 8,5 indicano acqua alcalina, con gusto che può divenire amaro, e riduzione dell’efficacia della disinfezione.
La fluttuazione dei valori di questo parametro può indicare lo stato di alterazione dell’acqua erogata.
Limite previsto dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: valore compreso tra 6,5 e 9,5 unità pH

CONDUCIBILITÀ ELETTRICA A 20° C
I sali disciolti nell’acqua come ioni, con carica elettrica, consentono il passaggio della corrente.
La conducibilità dipende dalla temperatura e, per questo parametro si utilizza quella di riferimento (20 gradi Celsius). Quanto maggiore la presenza di sali disciolti, tanto più elevata sarà la conducibilità.
Limite previsto dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: 2.500 micro-Siemens/cm a 20 °C.

CLORURO (Cl-)
Lo ione cloruro è ampiamente distribuito in natura sotto forma di sali di sodio (NaCl, il sale da cucina), di potassio (KCl) e di calcio (CaCl ).
La soglia di percezione organolettica (sapore salato) dei cloruri di sodio e di calcio nelle acque potabili è intorno a 200 – 300 milligrammi/litro.
Limite previsto dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: valore massimo di 250 milligrammi/litro.

FLUORURO (F-)
Lo ione fluoruro si può trovare in natura come costituente di rocce vulcaniche e terreni in combinazione con altri elementi, ma può derivare anche da attività industriali presenti sul territorio.
A basse concentrazioni ha effetto preventivo e protettivo verso la carie dentale; elevate concentrazioni, assunte a lungo, possono causare effetti negativi a denti e ossa.
Limite previsto dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: 1,50 milligrammi/litro.

MAGNESIO (Mg)
Il Magnesio si trova naturalmente nei minerali quali la magnesite e la dolomite. È un elemento essenziale nella clorofilla, nelle cellule del sangue, entra a far parte dei sistemi metabolici e interagisce con molti ormoni e fattori di crescita.
L’equilibrio carbonatico del magnesio è più complesso rispetto a quello del calcio, per cui la precipitazione nelle acque naturali non è così comune. Come il calcio, esso contribuisce alla durezza dell’acqua.
Il D. Lgs. 18/2023 e s.m.i. non prevede l’analisi di questo parametro.

NITRATO (NO3)
Il nitrato, più stabile del nitrito, si trova naturalmente nell’ambiente ed è un importante nutriente delle piante. Gli apporti di nitrati possono derivare dall’utilizzo di fertilizzanti o da scarichi fognari.
Limite previsto dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: 50 milligrammi/litro.

PFAS (sostanze perfluoroalchiliche)
Sono molecole organiche in cui gli atomi di idrogeno (H) della catena carboniosa sono sostituiti da atomi di fluoro (F). Questa struttura li rende estremamente stabili chimicamente e biologicamente inerti: non si rompono con il calore, non si degradano in ambienti acidi o alcalini, e i batteri del suolo non riescono a scinderli. Questa stabilità è esattamente ciò che li rende utili per l’industria, ma anche pericolosi per l’ambiente per le proprietà idrorepellenti, oleorepellenti e di resistenza al calore. Per tali ragioni sono spesso definiti “sostanze eterne” (forever chemicals) e si trovano ormai in quasi tutte le matrici ambientali: aria, acqua, suolo. L’esposizione prolungata ad alcune PFAS è associata a potenziali effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente.
Limite dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.:
0,1 microgrammi/litro come somma di PFAS
0,02 microgrammi/litro come somma di 4 PFAS (PFOA Acido perfluoroottanoico, PFOS Acido perfluoroottansolfonico, PFNA Acido perfluorononanoico e PFHxS Acido perfluoroesano solfonico).

POTASSIO (K)
Il potassio è un metallo che regola l’equilibrio dei liquidi, la contrazione muscolare, la trasmissione nervosa e la pressione sanguigna; lavora in stretta sinergia con il sodio per mantenere l’equilibrio idrosalino e il volume dei fluidi corporei. La presenza nell’acqua è dovuta al discioglimento di minerali, decomposizione di piante e dilavamento di terreni agricoli (è usato come fertilizzante).
Il D. Lgs. 18/2023 e s.m.i. non prevede l’analisi di questo parametro.

SODIO (Na)
È uno dei metalli alcalini percentualmente più presenti nella crosta terrestre ed è molto solubile. Contribuisce al mantenimento de bilancio idrico degli organismi. Il valore previsto come massimo ha un significato organolettico più che sanitario.
Limite previsto dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: valore massimo di 200 milligrammi/litro.

SOLFATO (SO₄²⁻)
I solfati si trovano in natura in numerosi minerali. Il solfato non è un elemento tossico per l’uomo, che lo assume con l’alimentazione; tuttavia, oltre i 600 mg/L può dare effetti lassativi, disidratazione e irritazione gastrointestinale.
Limite previsto dal D. Lgs. 18/2023 e s.m.i.: valore massimo di 250 milligrammi/litro.